Chi salverà le rose ?

Ciao Josef, mi chiamo Pino di Alghero, sono un intenditore di pellicole

Ciao Josef, mi chiamo Pino di Alghero, sono un intenditore di pellicole avendo lavorato per decenni a tagliare i biglietti al Miramare. Ti voglio parlare di cosa ne penso del cinema che ho visto i giorni scorsi, trattasi di “Chi salverà le rose”. Tutti sono entusiasti di questo cinema, la stampa, Catalan tv, facebook etc. Io personalmente, come direbbe il grande Fantozzi, dico che è una cagata pazzesca, una storia di due vecchi frosci che si sono spesi tutti i soldi alle carte e poi fanno una brutta fine. Io posso capire che, essendo il regista uno della Ciutad, tutti i concittadini fanno finta di dire che le piace, poi ci sono devo riconoscere un paio di illustri personaggi della riviera, tipo il famoso poeta Alvau, il footballista Cuccureddu, il ristoratore Costantino assieme al grande cabarettista Pino Lignuso, riguardo al regista mi sembra che una volta aveva un bar nelle parti di sant’Agostino, come poi sia finito a girare cinema non me lo spiego. Devo riconoscere che alcune riprese del panorama mi è piaciuto, ma solo perché questa è la mia città, che amo. Però se devo fare una recensione del cinema, da esperto dico che la storia è molto triste e non mi ha entusiasmato, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu caro amico, un saluto.

Pino, Pino e ancora Pino, ti devo tirare le orecchie: io ti voglio bene e ti conosco anche perché tante volte mentre Ernesto Uccelli mi dava il biglietto tu me lo tagliavi con classe e competenza. Ma solo nel tuo mestiere ti rilascio questo attributo, in quanto di cinema, quello vero, di sensazioni di magia, del messaggio che un film può darti, te lo dico in Ciutadese, tu no cumprenz un cazu. Caro amico io, con biglietto pagato dalla redazione ho visto la pellicola, in verità il giorno prima ero andato esibendo la tessera di giornalista ed Ernesto mi ha detto testualmente ”Tessere, militari, bambini, troie, mezze troie e magnacci, o papponi, tutto sospeso: si paga tutti. Non nascondo che mi sono trovato male, essere paragonata (la mia tessera) a militari mi dava fastidio, ma la redazione ha comprato a rate il biglietto e sono entrato.

Il film è di una bellezza coinvolgente: questi due anziani gay, che sono una famiglia, adorati dalla figlia, mi ha fatto piangere. Tu caro Pino sei rimasto ai frosci di una volta, quelli che con i bambini si sedevano all’ultima fila e facevano le cose di materesia. Oggi sono cambiati, sono delle persone splendide e ben viste dalla collettività, anche se in passato purtroppo non erano accettati. Io personalmente conto tanti amici che, molti si sono scoperti da grandi, dopo che avevano moglie e figli, io mi prodigo a consolare le mogli, con la speranza che quando non sarò in grado penelmente parlando di far felici le loro signore, loro, i miei amici, facciano felice me dandomi un nonsochè di retrogusto di passione. Un tempo forse ai tempi di Aldo, negli anni 80 egli era il froscio più in vista: per ignoranza tutti lo prendevamo in giro, ma non bisogna dimenticare che i gay sono sempre esistiti sin dai tempi antichi.

Per esempio, uno per tutti, Attila il re dei barbari, era uno di essi; dicevano che dove passava lui non cresceva più l’erba, ed era vero; infatti lui, Attila, ai prigionieri radeva l’aiuola: è noto a tutti che cantava questa canzone mentre possedeva schiavi, e che ad essi non crescevano più i peli del ano, era l’anno mille e lui era avanti di un anno essendo un unno. Tornando al film, io trovo che sia bellissimo, le musiche di Marcello Peghin sono straordinarie, la scenografia e la location sono da Oscar, senza contare la bravura degli attori principali e quelli secondari, che con il mio amico d’infanzia Pier Luigi Alvau, ha toccato l’apice con la sua interpretazione e la magistrale performance della parlata in Catalano. Per concludere caro Pino ti consiglio di rivedere il film, o cinema come lo chiami tu, nella certezza che he nella seconda visione troverai che la regia di Cesare sia degna di un grande regista quale è, da non confondere con Giuseppe Furesis’ barman, che anch’egli nel suo ramo è un grande personaggio.

Giuseppe Angioi, 18 settembre 2017