Obblighi impianti elettrici negli edifici: ecco cosa dobbiamo sapere

Ogni impianto che si rispetti deve avere un punto di dispersione delle masse elettriche e si rivela fondamentale che queste non siano pericolose per le persone.

La messa a terra ha proprio questa finalità e fa in modo che la corrente si disperda proprio nel terreno.

Questa tipologia di sistema di sicurezza viene messo in atto soprattutto per gli elettrodomestici in quanto non sono in tensione, ma in caso di pericoli o problemi di varia natura possono arrecare danni non indifferenti. Per poter effettuare dunque la messa a terra si eseguono varie operazioni che hanno come unico obiettivo quello di portare ogni punto in una struttura metallica allo stesso potenziale elettrico del terreno. Così facendo vari pericoli potranno essere evitati.

Forse non tutti lo sanno, ma chi è del mestiere lo sa molto bene, ovvero la messa a terra è obbligatoria per legge e di conseguenza tutti i singoli edifici ne devono essere provvisti. Naturalmente la messa a terra non viene fatta solo per l’impianto elettrico, ma anche per quello idraulico o per quello di riscaldamento.

 

Le verifiche periodiche di impianti messa a terra

Il D.P.R. 462/2001 impone a chi di competenza di inviare all’I.S.P.E.S.L. o all’A.S.L. entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto elettrico la dichiarazione di conformità.

L’azienda specializzata, una volta eseguito il lavoro, deve accertarsi che il tutto sia efficiente e a regola d’arte.

Al fine di mantenere l’esercizio efficiente si rivela fondamentale provvedere alla manutenzione degli impianti elettrici e sottoporre gli stessi a verifiche periodiche.

  • Quando si tratta di un impianto messa a terra nonché di dispositivi di protezione contro le scariche elettriche in posti dove non sussistono pericoli, la verifica periodica deve essere eseguita ogni 5 anni.
  • Nei luoghi con pericolo di esplosione, nei cantieri temporanei, negli ambienti a maggior rischio in caso di incendi, in locali adibiti a scopo medico, gli impianti installati devono procedere alla verifica ogni due anni.

Quali sono i documenti che occorre esibire in occasione della verifica periodica dell’impianto stesso?

  • Progetti e allegati previsti dalla Norma CEI 02
  • Dichiarazione di conformità ed eventuali allegati
  • Registro dei controlli di manutenzione

Ma per poter procedere alla verifica vera e propria ecco la documentazione che occorre mostrare a chi di competenza:

  • schemi elettrici unifilari contenenti dati/tabelle e/o diagrammi di coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti (quadri elettrici MT e BT principali e secondari);
  • schemi planimetrici e destinazione d’uso locali);

Per impianti più complessi potrebbe essere richiesta altra documentazione.

Una volta eseguita la verifica impianto messa a terra verrà rilasciato un verbale di collaudo periodico.

15 maggio 2017