Novara, polemiche per il regolamento di polizia: no a bici legati ai pali e abiti succinti

Fa discutere il nuovo regolamento di polizia municipale approvato dal Consiglio comunale di Novara: si tratta di 60 articoli che hanno subito scatenato le proteste di cittadini e associazioni di categoria. Il sindaco leghista parla di “norme per il decoro urbano” e assicura che saranno applicate con buon senso.

Bici legate ai pali o a elementi d’arredo urbano vietate, no ad abiti succinti che offendono il comune senso del pudore, divieto di vendere bevande nei contenitori di vetro, proibiti gli assembramenti di persone davanti ai locali pubblici fuori dai luoghi autorizzati. Si tratta di alcuni dei divieti del nuovo regolamento di polizia urbana appena approvato dal consiglio comunale di Novara che sta già scatenando delle polemiche. I punti che aggiornano il vecchio regolamento sono 60 e l’assessore alla sicurezza Mario Paganini ha parlato di un “necessario aggiornamento del vecchio regolamento”. Ma intanto le associazioni di categoria hanno già chiesto al sindaco un incontro per discutere degli articoli che riguardano particolarmente i commercianti. L’articolo 34, che vieta la vendita di bevande in contenitori di vetro, proibisce teoricamente alle panetterie di vendere anche il latte. L’articolo 37, che prevede multe dai 100 ai 500 euro per chi sosta in gruppo davanti a esercizi pubblici al di fuori degli spazi autorizzati, rischia di bloccare i giovani che si riuniscono nelle piazze.

Il sindaco di Novara: “Regolamento di buon senso” – Il sindaco leghista Alessandro Canelli per il momento sembra minimizzare e tentare di tranquillizzare tutti: “Il nostro vuole essere un regolamento di buon senso – ha spiegato -, abbiamo racchiuso in un testo unico norme che esistevano già ma che non erano organizzate in modo coerente. Queste regole servono come strumento alla nostra polizia municipale per far rispettare norme che garantiscano il decoro ma non abbiamo intenzione di fare i censori, anzi questo regolamento introduce strumenti come il daspo urbano che sono innovativi”. C’è però, intanto, chi come Sara Paladini del Pd parla di “regolamento vergognoso” e dice tra le altre cose che le norme “sul comune senso del pudore riportano Novara al 1929”. Il primo cittadino si è difeso dicendo “nessuno ha intenzione di vietare minigonne o abiti simili”, ma che il senso del decoro di cui parla il nuovo regolamento “non è quello di 50 anni fa ma deve essere considerato secondo i costumi del giorno d’oggi”.

Tratto da www.fanpage.it ©

 

Susanna Picone, 3 novembre 2018