Da Amatrice ad Alghero: la storia di Cettina

La storia di Cettina, una cagnolina fortunata le cui vicissitudini si contrappongono ai tristi racconti che ancora oggi, a distanza di tre anni, provengono dai luoghi del terremoto, dove il tempo sembra essersi fermato così come la speranza di una ricostruzione che tarda a venire

Dalle macerie dell’antico borgo di Amatrice, comune del Lazio in provincia di Rieti raso al suolo dal sisma di magnitudo 6.0 del 24 agosto 2016 di cui fu l’epicentro, alle vacanze in uno dei più bei bed & breakfast della Sardegna dal nome, decisamente appropriato: “Il sogno di Alghero”. Si potrebbe sintetizzare così, con queste poche righe, la storia di Cettina, una cagnolina fortunata le cui vicissitudini si contrappongono ai tristi racconti che ancora oggi, a distanza di tre anni, provengono dai luoghi del terremoto, dove il tempo sembra essersi fermato così come la speranza di una ricostruzione che tarda a venire.

Tutto il centro Italia fu colpito dall’evento sismico, ma ad Amatrice si registrò il maggior numero di vittime. Tra di loro, con molta probabilità, anche i proprietari di due cani, un maschio e una femmina, rimasti a vagare, senza che nessuno li cercasse, per diversi mesi tra le rovine e la polvere del borgo fantasma, fino a dare alla luce, in quella devastazione, i propri cuccioli. I volontari di un rifugio per cani, che monitoravano la zona terremotata, hanno trasferito subito tutta la famigliola a quattro zampe nella loro sede vicino Roma promuovendo l’affido dei piccoli su facebook. Alice Panicini, imprenditrice romana dirigente di un Centro Polifunzionale, ha letto lì la notizia.

“Era ottobre del 2016 – racconta Alice – da pochi giorni avevo perso la mia Betty morta a causa di una brutta malattia ai reni e sua figlia Cesarina era rimasta sola. Non ci ho pensato due volte e ho chiamato il rifugio per adottare uno dei cagnolini, possibilmente una femmina. I volontari me l’hanno portata immediatamente nella mia sede di lavoro ed è così che Cettina è entrata nella nostra vita”. Come mai l’hai chiamata Cettina? “Perchè è un nome che mi evoca l’immagine di quelle vecchine, che ora non ci sono più, che abitavano la zona distrutta dal sisma, la zona dove la nostra cucciolotta è nata”.

In che condizioni era Cettina?
“Era piccolissima, non abbiamo capito che età esatta potesse avere ed era in una situazione terribile, piena di parassiti e malattie da curare in fretta”.

Cesarina, l’altra vostra cagnolina, come ha reagito al nuovo arrivo?
“Non benissimo all’inizio, c’è voluto un mesetto prima che la accettasse, ma poi sono diventare inseparabili e spesso condividono la stessa cuccia. Cettina ha fatto di tutto per farsi amare”.

E Cettina come si è ambientata a casa vostra?
“Da piccolina l’avevo sempre attaccata a me, non mi lasciava neppure un momento e poi era, ed è tuttora, affettuosissima. A differenza degli altri cani della famiglia che fanno gli indifferenti e non accorrono quando li chiamiamo, lei invece arriva subito, è sempre la prima a correrci incontro. Ha un carattere bellissimo: nel centro estetico è lei che fa l’accoglienza ai clienti e nella scuola di danza, quando può, si infila nella sala interrompendo le lezioni per prendersi le coccole dei bambini”.

I rapporti con i tuoi genitori, Monica e Sandro titolari del b&b Il sogno di Alghero a Montagnese e con tutta la loro famiglia di quadrupedi, come sono? “Naturalmente fantastici: noi abbiamo da sempre rapporti molto stretti con i nostri amici/parenti cani. Cettina sta benissimo ad Alghero e il giardino del b&b è talmente grande che ospita comodamente tutti. Nonna Monica e nonno Sandro vengono poi spesso a Roma a fare i dog-sitter quando noi andamo all’esterno e Cettina è molto affezionata anche a loro”.

Cettina è ritornata ad Amatrice dove è nata?
“Ad Amatrice ancora no, ma siamo stati con lei nei paesi limitrofi dove il sisma ha lasciato piaghe terribili che sembrano, purtroppo, insanabili. Di certo, appena possibile, andremo anche li”. Il 24 agosto 2019, a tre anni dal sisma che ha portato morte e devastazione, abbiamo tutti ascoltato e letto notizie poco rassicuranti dalle zone colpite dal terribile evento: persone e i loro animali senza una vera casa, un luogo adatto, in condizioni di disagio, con un futuro incerto. Speriamo di poter presto scrivere e leggere, da quei territori, storie a lieto fine. Come quella di Cettina.

Nella foto: Monica e Sandro, ‘nonni’ di Cettina

C.Z., 2 settembre 2019