Il Winchester nel cinema: da Hollywood a Sergio Leone e ritorno

Per la conquista del West, ma non solo

Si tratta di uno dei fucili più famosi della storia del cinema. Dai western di John Wayne a pellicole più recenti, come Sniper.

Stiamo, ovviamente, parlando del Winchester, la carabina a leva più famosa del Far West. Prima di arrivare a Hollywood, questo fucile fece la fortuna del suo inventore e produttore, Oliver Fisher Winchester, che aveva saputo cogliere le potenzialità del mercato delle armi da fuoco, poco prima dell’apertura verso Ovest della frontiera del Nuovo Mondo. I pionieri avevano necessità di armi affidabili, potenti, veloci da ricaricare, per far fronte a tutti i pericoli delle terre inesplorate: indiani, fuorilegge, bisonti, … E, poi, in Europa e in Medio Oriente – siamo nella seconda metà del XIX secolo – le guerre si susseguivano una dopo l’altra e gli eserciti avevano bisogno di continui rifornimenti di armi e di munizioni.

Fu così che il Winchester 66 (soprannominato yellow boy, per il colore giallo ottone della scatola di culatta, sulla quale era stata posizionata una finestra di caricamento rapido) sostituì arco e frecce dei Sioux. E poi vennero il modello del ’73, quello del ’76 e quello del 1886. Per arrivare infine a quelli più noti: il Winchester 92, prodotto fino al 1941 in oltre un milione di esemplari; il modello 94, che raggiunse quota 1 milione nel 1927, 1,5 milioni nel 1948 e 2 milioni nel 1953; non molti anni fa, è stata registrata la matricola 2.700.000!

Il fucile Winchester è stato anche la carabina preferita dal giovane Roosevelt, quando, prima di diventare Presidente degli USA, si divertiva ad andare a caccia con questo fucile, che considerava “secondo ogni previsione la migliore arma che abbia posseduto”.

Rapinatori di banche e cacciatori di taglie

Insomma, gli inizi sono stati sicuramenti dei migliori e quindi, anche dopo il decesso del fondatore, il successo dell’arma fu confermato, questa volta anche al cinema. Ad Hollywood, il Winchester era l’arma più ricercata dai cineasti, in particolare il modello Winchester 1892 a leva, così come i revolver camerati in 38-40 Win., 44-40 Win. e 45 Colt.

Siamo nel 1939 e John Ford si siede dietro alla cinepresa per dirigere John Wayne (alias Johnny Ringo) nel film La Diligenza: assieme al noto attore americano, l’altro protagonista del film è senza dubbio il Winchester modello 1892. Così come lo sarà, esattamente 30 anni dopo, nella scena culminante della sparatoria a cavallo de Il Grinta (True Grit), per la quale Wayne, alias Rooster Cogburn, ottenne l’Academy Award come miglior protagonista.

Ma Wayne non fu il solo attore ad imbracciare la carabina a leva: nel 1950, sarà Jimmy Stewart, in Winchester ‘73 ad immedesimarsi nella storia vera di uno sceriffo diventato fuori legge (Henry N. Brown), che nel 1883 tentò una rapina ad una banca. Nonostante l’arma micidiale in suo possesso, finirà linciato da un gruppo di cittadini riunitisi per acciuffarlo. Ma venderà cara la sua pelle!

Come non citare, tra gli attori che hanno dato il meglio di sé a cavallo … della metà del secolo scorso, il mito della “vita spericolata”? La carriera di Steve Mc Queen prese il verso giusto, quando lui vestì i panni del cacciatore di taglie Josh Randall, nella serie televisiva Wanted: dead or alive, andata in onda tra il 1958 e il 1961. Ovviamente, per dare la caccia ai fuorilegge in fuga, quale migliore compagno di un Winchester modello 1892, a canne mozze, che era soprannominato Mare’s Leg e che veniva tenuto in una fondina da cui veniva estratto in tempi estremamente rapidi.

L’arrivo in Europa: gli spaghetti western

Lo stesso modello ha attraversato poi l’oceano Atlantico, in una sorta di migrazione al contrario, quando è sbarcato a pieno diritto nel porto del regista Sergio Leone e del pistolero Clint Eastwood. In Per un pugno di dollari Joe (Clint Eastwood) resiste ai colpi di una carabina a leva, ma solo perché è protetto da un panciotto antiproiettile. E perché la ratio della scena era di dimostrare la maggior velocità della pistola rispetto alla carabina.

Ne Il buono, il brutto e il cattivo, il Biondo (il solito Clint Eastwood) utilizza un Winchester 66 per tagliare il cappio a Tuco, nel “gioco” in cui Eli Wallach si fa consegnare alla giustizia da Clint, che poi lo libera per dividere i dollari della taglia così ottenuta.

Il cinema oggi: Tarantino e Eastwood

Dopo i film di Sergio Leone e gli altri spaghetti western, oggi la produzione di film ambientati nel selvaggio Ovest è praticamente scomparsa, lasciata alla scelta di registi estremamente atipici, come Quentin Tarantino: il suo recente Django Unchained è un esempio riuscitissimo di moderno western in perfetto stile provocatorio tarantiniano. Ma qui, anche se la carabina è a leva, il fucile nelle mani della cricca di Big Daddy è l’Henry.

Ma se il genere western è scomparso è perché il cinema hollywoodiano ha metabolizzato (o sta tentando di metabolizzare) le guerre più recenti e quindi il soggetto si sposta dalla frontiera americana a quella mediorientale.

E le carabine a leva di Mr. Winchester si sono “evolute” e si sono adattate alle necessità delle guerre contemporanee. È infatti su di un tetto di un caseggiato iracheno, che rispuntano, ovviamente in una veste del tutto nuova: a quasi un secolo e mezzo dall’uscita del primo modello, in mano a Chris Kyle – Bradley Cooper, troviamo un SOCOM Mk. 13 Mod. 5, basato sulla Remington 700 long action, in calibro .300 Winchester Magnum (in uso negli U.S. Navy Seal), un arma micidiale, in mano ad un cecchino professionista, che può colpire con estrema precisione un bersaglio posto a diverse centinaia di metri.

Ma questa è tutt’altra storia, anche se dietro al film Sniper, ancora una volta, c’è il genio di Clint Eastwood.

23 giugno 2018