«Il Teatro Civico come luogo da abitare»

E' l'’ipotesi condivisa durante l’incontro promosso ad Alghero da Mamatita Festival

È stata la sala conferenze di Lo Quarter a ospitare il primo appuntamento della sessione invernale di “Mamatita Festival – La città si fa teatro”. Dopo aver incantato tutti a fine estate, la rassegna artistica torna a ravvivare la Riviera del Corallo. Venti giorni di circo contemporaneo, teatro di strada, laboratori per bambini e discussioni sull’idea del festival: la città che diventa teatro. E da qui si è partiti, da un momento di riflessione comune, aperto e orizzontale, durante il quale l’ideatrice e direttrice artistica di Mamatita, l’attrice algherese Chiara Murru, ha discusso di teatro, rigenerazione urbana, ruolo sociale e politico dell’arte e della cultura e rivitalizzazione degli spazi pubblici. Al confronto hanno partecipato il direttore di Sardegna Teatro, Massimo Mancini, l’assessora comunale della Cultura, Gabriella Esposito, e i rappresentanti di varie realtà culturali cittadine. La rassegna pensata e organizzata da Spazio T con Comune di Alghero e Fondazione Meta ha chiamato a raccolta tutti. All’appello hanno risposto il Distretto della Creatività, Lo Teatrì, gli ospiti del Collettivo Circo Paniko, ma anche semplici appasionati e fruitori.

Partendo dalle criticità, ormai note a tutti, si è scelto di guardare al futuro, ipotizzando un’alleanza che consenta di superare gli ostacoli con cui convivono le piccole realtà come Alghero. E’ l’idea del Mamatita Festival, ma è anche quella di Sardegna Teatro. Progetto di rilevante interesse culturale, che gestisce il Teatro Massimo di Cagliari e il Teatro Eliseo di Nuoro e già da un paio di anni sostiene il progetto artistico di Spazio T, Sardegna Teatro guarda alla mutazione genetica in atto ad Alghero con estremo interesse.

«È il momento di fare teatro contaminato, lo spettacolo in sé non è più l’unico momento per il teatro, neanche inteso come spazio fisico – dice Mancini – questo accadeva nel passato, ma è una visione superata e borghese, oggi il teatro si vive soprattutto giù dal palco, spostandosi nelle piazze, trasformando la città tutta in un palcoscenico». Secondo Mancini, «Alghero ha delle precondizioni molto favorevoli, a iniziare dalla vicinanza culturale con la Catalunya e dalla presenza di operatori di qualità».

Per non parlare del Teatro Civico. «Una delle caratteristiche principali, insepressa, è la piazza», insiste il direttore di Sardegna Teatro. Per Chiara Murru, che ha diretto i lavori, lo Spazio T è una seconda pelle. Ora che non ha una dimora fissa, lo storico spazio culturale che in settembre ha abbandonato una sede per portare le sue attività nella città, è il primo embrione di un progetto che ora ha un alleato in più. «Per raggiungere l’obbiettivo del teatro come luogo dell’abitare bisogna fare del limite un punto di forza», dice l’assessora della Cultura, Gabriella Esposito, secondo cui «per far questo bisogna uscire dall’idea che il Teatro Civico sia una “bomboniera”».

12 dicembre 2017