“Solo bagni di sole nel mare vietato alla balneazione”

Carmelo Spada (Wwf) commenta la situazione venutasi a creare con i divieti di balneazione

“Prima l’alga Ostreopsis cf. ovata rilevata dall’ARPAS nella stazione di monitoraggio di via Carducci, poi i liquami e gli sversamenti sotto i bastioni: non c’è pace per la qualità del mare di Alghero. Il risultato è abbastanza paradossale, come indicato dai cartelli di divieto apposti: “DIVIETO DI BALNEAZIONE TEMPORANEO. ALL’INTERNO DI QUESTA AREA E’ CONSENTITA L’E- LIOTERAPIA”. Ma come documentano le nostre foto c’è chi fa ancora il bagno nelle acque vietate, forse incurante del divieto ed esponendosi ai potenziali rischi per la propria salute, o perché – probabile ospite straniero nella città catalana – non conosce l’italiano”. Così Carmelo Spada, Delegato Wwf per la Sardegna, commenta la situazione venutasi a creare in città, non una novità – sottolinea lo stesso ambientalista – perchè si ripete fa anni.

“I tecnici sono ben consapevoli del problema determinato, verosimilmente, dalla condotta fognaria che attraversa il lungomare Dante e che poi si addentra nel centro storico. Essa risulterebbe insufficiente a reggere il carico di liquami prodotti dalla popolazione e dalle attività commerciali aumentate in assenza di un proporzionale adeguamento dei sottoservizi. Lungo la condotta sono presenti gli sfiori fognari costituiti da un’apertura (buco) praticata in un pozzetto intermedio posto su una condotta fognaria. La condotta scorre sul fondo del pozzetto, mentre il buco è posto a livello superiore. Quando la condotta va in pressione per eccesso di carico o per intasamento dell’uscita, il livello dei reflui all’interno del pozzetto sale e raggiunge il buco (lo sfioro) tracimando nel bacino recettore di emergenza (il mare)” spiega Spada.

“Le soluzioni necessarie non sono semplici e di certo molto onerose – precisa il rappresentante di Wwf -Si dovrebbero individuare e realizzare con-dotte alternative per trasferire i reflui alle stazioni di pompaggio e quindi al depuratore. Quanto sta accadendo è riscontrabile ad occhio nudo e con l’olfatto e, quando verrà certificato dai risultati dei prelievi dell’Arpas, si potrà capire la dimensione reale e il probabile disastro ambientale sul quale chiederemo alla Magistratura di accertare eventuali reati penali e di identificare i responsabili. Riteniamo che sia utile l’acquisizione – da parte della Procura della Repubblica di Sassari e della Procura Generale Corte dei Conti – dei faldoni con i progetti relativi ai lavori che, dagli anni 2000, hanno interessato gli interventi di rifacimento della rete fognaria di Alghero. Ed eventualmente individuare anche improbabili allacci abusivi”.

“Il Wwf auspica una rinnovata capacità di iniziativa degli amministratori locali per realizzare una città davvero sostenibile per il presente e il futuro – conclude Spada – ne va di mezzo l’ambiente, la qualità della vita dei residenti, degli ospiti e una parte importante dell’economia di Alghero, il turismo”.

14 agosto 2018