Rendiconto in Aula, l’invito del Partito dei Sardi a Udc e opposizioni

Documento di Luca Farris

In un nostro precedente comunicato abbiamo indicato le conseguenze alle quali si andrebbe incontro nel caso non venisse approvato dal consiglio comunale il rendiconto 2016 unitamente alle ratifiche alle variazioni di bilancio. Conseguenze che riassumiamo brevemente relativamente alle voci più immediate che andrebbero a ricadere sul tessuto sociale, soprattutto sulla parte più debole della società: impossibilità di assumere nuovo personale, compresi i vincitori degli ultimi concorsi, e prorogare i contratti dei dipendenti a tempo determinato; impossibilità di finanziare le opere pubbliche già cantierate; di non poter finanziare le emergenze abitative; di non poter dare risposte concrete ai ceti sociali più deboli attraverso i servizi sociali.

Avevamo cercato di risvegliare le coscienze di chi, sebbene a corrente alternata, aveva condiviso un progetto politico prima ed un percorso amministrativo poi. Percorso che ha visto la coalizione alla guida della città, pur con alcune difficoltà e qualche incidente di percorso, compiere uno sforzo immane per tirare fuori la stessa dalle sabbie mobili nelle quali era pericolosamente sprofondata dopo anni di sofferenza amministrativa. Ci attendevamo una reazione dagli ex compagni di viaggio…nulla. Ed allora l’invito ai consiglieri dello scudo crociato, esteso alle forze responsabili di opposizione, magari a chi ha fatto parte in passato della maggioranza, diviene esplicito.

L’invito ad una assunzione di responsabilità, ad un atto d’amore verso la città ed i nostri concittadini, affinché si eviti l’avvio del processo che riporti il territorio a sprofondare nel baratro da cui sarà oltremodo complicato riemergere. L’invito ad approvare, nella seduta consiliare del prossimo 18 agosto, il rendiconto 2016 e ratificare le variazioni di bilancio. Il 2016 ha visto l’Udc, unitamente alle altre forze di coalizione, protagonista della vita amministrativa cittadina. Gli assessori espressione del partito di centro hanno contribuito fattivamente a redigere l’atto che dà concretezza all’azione di governo.

Come possono ora i consiglieri rinnegarne il lavoro? Parrebbe un paradosso. Come possono sorvolare sulle nefaste conseguenze cui si andrebbe incontro se il rendiconto e le variazioni di bilancio non venissero approvati? Conseguenze che ricadrebbero, come già accennato, in larga misura sui servizi sociali retti proprio da loro le cui problematiche ben conoscono. Sorvolando sulle motivazioni che hanno portato alla incomprensibile decisione di non votare il bilancio, l’auspicio è a un ripensamento in zona Cesarini. Del resto come si può essere in disaccordo con ciò che si è condiviso? Se divergenza sul percorso amministrativo c’è è da ora in avanti, casomai, non per quanto fatto quando si era compagni di viaggio. E se proprio ritenessero conclusa l’esperienza amministrativa e non vedessero alternative, un minuto dopo aver approvato il rendiconto che abbandonassero l’aula per recarsi da un notaio a rassegnare le dimissioni. Anche quest’ultimo atto, sotto certi aspetti, sarebbe una assunzione di responsabilità.

Luca Farris (Partito dei Sardi)

12 agosto 2017