Pronto, pronto soccorso?

Caro Josef. sono un operaio che lavora come tuttofare arrangiandomi come posso, ma devo confessare che sono molto preoccupato per la paventata imminente chiusura dell'ospedale Marino...

Carissimo dottor Josef, siccome che ieri ho letto su di un giornale di livello alto, c’era una donna che si lamentava del pessimo trattamento ricevuto presso un pronto soccorso di cui non diceva quale, mi è parso di capire che avendo aspettato diversi giorni per una visita al ginocchio, il giorno stabilito è rimasta in attesa oltre 5 ore per una visita durata 5 minuti. Poi sempre su quel giornale mi ha colpito il fatto che un alto esponente della sanità Sarda si vantava di aver risparmiato l’ultimo anno diversi milioni. Io sono un operaio che lavora come tuttofare arrangiandomi come posso, ma devo confessare che sono molto preoccupato per la paventata imminente chiusura dell’ospedale marino. Ricordo che negli anni sessanta era una eccellenza, venivano da tutta l’isola per farsi curare dal grande professore Mastrandrea. Poi nel corso degli anni sia per mancanza di fondi, sia per incapacità dei medici, il prestigio è andato mano a mano scemando fino a ridurlo nelle condizioni attuali dove non funziona niente. Pare non possano operare in quanto manca la rianimazione, nonostante le sale operatorie, che mi dicono, siano modernissime, rifatte
da poco, e sono le uniche in regola del nord Sardegna, per anni, anzi per decenni hanno operato senza rianimazione, oggi pensano di chiuderlo in quanto le nuove direttive obbligano la struttura ad essere dotate di un servizio di rianimazione. Quindi si dovrebbe operare al civile dove le sale sono obsolete e meno competitive, però ci sarebbe la rianimazione, obbligando le ambulanze a fare la spola fra le due strutture con i pazienti appena operati. Mi domando ma non sarebbe più semplice allestire una camera di rianimazione e tutto sarebbe risolto, mah, misteri di questa politica sempre più nemica e votata a dispetto dei pazienti e della popolazione che da mesi per una protesi è costretta a girovagare per altri ospedali della regione, se non del continente. Spero che il buon senso prevalga e le cose si sistemino, sia potenziando il marino, sia trasferire tutto al civile, un saluto da Mauro, un tuo lettore.

Caro Mauro ho letto il necrologio che è stato appeso per le vie della Ciutad, io dello stato attuale dell’ospedale Marino attualmente so ben poco, ti posso solo garantire che dal settanta a pochi anni fa, io posso testimoniarlo sia come infermiere avendoci lavorato, che come paziente, devo dire che tutto era in ordine. Ora essendomi informato ho appreso che anche il Sindaco e molti consiglieri si sono interessati del caso indicendo una tavola rotonda, dove sono intervenuti diversi esponenti della sanità provinciale e regionale, è emerso che tutto funziona, che la chiusura del Marino è una bufala messa in giro da chi vuole fare male alla Città. Nella conferenza e emerso anche che la struttura è stata promossa dalla ATS, ex ASL, a struttura di primo livello, e pertanto a breve saranno adeguate le sale operatorie che per legge, per interventi complessi e protesici necessitano di sale operatorie ISO 5, per evitare contaminazioni batteriche, e dove e fondamentale un servizio di anestesia rianimazione e terapia intensiva. Caro Mauro questo è quello che dicono le autorità preposte, ora che dicano cose false o no, io questo non lo so, che manitù ce la mandi buona e speriamo che il nuovo governo vari il diritto alla salute, come sancito dalla Costituzione, che da qualche anno è a livello di terzo mondo in quanto per una visita specialistica devi aspettare, in certi casi come il mio in oculistica, un anno e 20 gg. Un saluto a tutti i lettori sperando che lu machini ci accompagni sempre.

Josef Angioi, 28 giugno 2018