Nuovo Centro Residenziale Anziani, tutti i dubbi di Sardegna i Llibertat

Il coordinamento di Sardenya i Llibertat manifesta la totale contrarietà all'ipotesi di dismissione del C.R.R.A. di Calabona e invita tutte le forze politiche, le associazioni i sindacati ed ogni singolo cittadino a manifestare pubblicamente la propria contrarietà all'idea ingiustificata di realizzare altrove una nuova casa di riposo per anziani.

La grande tragedia di Genova, con il crollo di un ponte autostradale, ci porta a guardare con particolare apprensione alle infrastrutture a noi più vicine. Alla luce di quanto accaduto, occorre considerare il grave pericolo a cui sono andati incontro gli ospiti e gli operatori della struttura di Casa serena a causa dei crolli di alcuni solai, conseguenza della mancata manutenzione dell’opera, anche da parte dell’Amministrazione in carica. Sorprende la rapidità con cui il sindaco Bruno, dopo aver prudentemente ordinato l’abbandono del complesso di viale della Resistenza, ha annunciato in modo perentorio la realizzazione altrove di una nuova struttura per anziani e l’alienazione di quella esistente. Sardenya i Llibertat manifesta la totale contrarietà all’ipotesi di dismissione del C.R.R.A. di Calabona e invita tutte le forze politiche, le associazioni i sindacati ed ogni singolo cittadino a manifestare pubblicamente la propria contrarietà all’idea ingiustificata di realizzare altrove una nuova casa di riposo per anziani.

Quella dignitosa e funzionale struttura fu realizzata sul finire degli anni ’50 su progetto dell’architetto Antoni Simon Mossa ed è un esempio di come un’opera pubblica possa inserirsi armoniosamente nel paesaggio. Un complesso
residenziale per anziani di una decorosa bellezza, costruito dalla Regione con dispendio di risorse pubbliche, risultando esempio di funzionalità e accoglienza per tutta la Sardegna. Da anni porzioni importanti della struttura sono stati inopportunamente occupati da uffici comunali, limitando l’ospitalità degli anziani, determinando di fatto una situazione di promiscuità del suo utilizzo e della sua funzione, ma, aspetto ancora più grave, è stata anche trascurata ogni forma di miglioria e manutenzione; si pensi alla lunga inagibilità della cappella.

Infine, Sardenya i Llibertat considera inopportuno e fuorviante il clamore con cui il sindaco Bruno trasforma un finanziamento regionale nella volontà di costruire una nuova struttura residenziale per anziani, dando per scontata l’impossibilità di recuperare, ristrutturare, modernizzare e rendere più funzionale la struttura esistente. In passato, casi di alienazione di beni appartenenti al patrimonio comunale hanno sollevato forti contrapposizioni e, per le modalità con cui sono avvenute, alimentato non pochi sospetti. Riteniamo che la soluzione d’emergenza di adattare l’Ostello della gioventù in casa di riposo per anziani non sia la più adeguata, primo perché non la riteniamo idonea al servizio di anziani, secondo perché Alghero verrebbe privata di una struttura ricettiva per il turismo giovanile e sociale. L’ostello, realizzato negli anni ’90 su progetto dell’ingegnere Corrado Sanna, venne visto in città con grande favore per la sua sobrietà, funzionalità e per la capacità di soddisfare la domanda del turismo giovanile.

Si sarebbero dovute realizzare delle strutture di completamento e abbellire le aree esterne, invece si è solo riusciti a chiuderlo e, nelle more dell’espletamento procedurale della gara, si assiste ad un suo possibile, speriamo solo momentaneo, cambio di destinazione d’uso. Troppa fretta signor sindaco nell’annunciare il suo progetto, non risulta chiaro il disegno complessivo che sottende l’intenzione di cambiare destinazione d’uso del Centro residenziale per anziani di viale della Resistenza e della sua prestigiosa area di pertinenza. Peraltro, non essendo questo un punto concordato nel programma amministrativo della città, non riteniamo sia sufficiente un comunicato stampa o qualche post su facebook per assumere decisioni fondamentali che riguardano l’intera collettività.

In precedenza abbiamo manifestato le nostre proposte sulla necessità di predisporre un piano ragionato di dismissioni e riutilizzo di strutture comunali e comunque pubbliche, ma mai ci ha sfiorato l’idea di farlo in assenza di un diffuso e profondo dibattito pubblico, oltre che nelle idonee sedi istituzionali.

16 agosto 2018