Futuro Fondazione San Giovanni Battista, le proposte del Nursing Up

Alessandro Nasone , segreterio territoriale del Nursing Up, - Associazione nazionale sindacato professionisti sanitari della funzione infermieristica - in una lettera indirizzata all’Assessore regionale della Sanità Luigi Arru e Al Commissario Straordinario Asl 1 Agostino Sussarellu, invita alla riflessione sull'attuazione di nuove attività e opportunità di sviluppo in seno al San Giovanni Battista di Ploaghe.

La recente approvazione dell’emendamento della Maggioranza approvato anche con l’approvazione dell’opposizione in Consiglio Regionale, che chiude l’epoca dell’Ipab e apre le porte dell’Asl alla fondazione San Giovanni Battista può e deve essere un opportunità che questo territorio non può lasciarsi sfuggire. Come Sindacato siamo stati i primi a parlare di passaggio alla Asl come l’unica soluzione realmente sostenibile per la Fondazione e nel nostro primo incontro con l’Assessore Arru del 26 Aprile 2015 abbiamo parlato proprio di questa opportunità; ma non siamo qui a rivendicare primogeniture o altro, non ci interessano questi discorsi, siamo più consoni a guardare sempre avanti e sinceramente se da un lato siamo soddisfatti perché finalmente i lavoratori hanno messo in sicurezza il loro stipendio dall’altro lato siamo preoccupati per come questo passaggio è avvenuto.

Un emendamento dentro una delibera che autorizza l’anticipazione di cassa delle Tesorerie per dare liquidità alle Asl. Un emendamento, all’interno della quale vi sono non solo la vita dei lavoratori ma anche dei pazienti e soprattutto prospettive di sviluppo , meritava senz’altro un approccio differente; ma tant’è in Italia siamo abituati che le cose migliori si fanno in emergenza perché ci è sconosciuta la parola programmazione. La nostra paura è che prima di capire cosa fare della Fondazione passino svariati mesi, ma speriamo sia solo un paura infondata.

Abbiamo affermato in precedenza e in tutte le nostre riunioni quanto Il San Giovanni Battista possa recitare un ruolo di primo piano nel panorama socio sanitario e riabilitativo di tutto il Nord Sardegna, soprattutto ora che vengono precluse, ai pazienti etichettati cod.75, le porte del Santa Maria Bambina. Abbiamo assistito , quasi impotenti , l’odissea della paziente ricoverata in maniera impropria in Rianimazione perché non più trasferibile ad Oristano e che solo dopo le lunghe proteste dei familiari è stata trasferita nella riabilitazione del Brotzu , attualmente troppo piccola per rispondere alla domanda proveniente dalla regione intera.

Un centro di Riabilitazione Neuromotoria in aggiunta ai centri già presenti nella Fondazione sarebbe un optimum per un Territorio che negli anni ha visto la decadenza e l’impoverimento della Fisioterapia di Alghero un tempo eccellenza nel panorama sardo; ma come spesso accade le scelte politiche cozzano con i bisogni di salute dei cittadini. La riabilitazione non è solo sinonimo di fisioterapia o rieducazione neuromotoria ma é parte integrante di un percorso riabilitativo, che rientra all’interno di un progetto comune in cui l’obiettivo finale del percorso, è il miglioramento della qualità di vita del soggetto.

L’avvio all’interno della Fondazione di un centro di queste caratteristiche , prenderebbe in carico in maniera precoce i pazienti traumatizzati gravi che hanno necessità di risposte immediate, pazienti che se prima venivano accolti ad Oritano ora in assenza di posti letto del Brotzu , saranno costretti ad essere accompagnati nella Penisola con un aumento dei disagi familiari oltre che un aumento costi sociali e personali; Crediamo inoltre che un centro come quello di Ploaghe ben si sposerebbe con la nuova rete territoriale, perché potrebbe essere pensato come centro di coordinamento per quanto riguarda la riabilitazione domiciliare dei pazienti anziani, disabili , con sclerosi multipla e Sla.

La riabilitazione domiciliare ha l’obiettivo: 1- di permettere il completamento del programma riabilitativo ai pazienti che non possono accedere al trattamento ambulatoriale; 2- di evitare i ricoveri e i trattamenti in regime residenziale e semi-residenziale inapropriati; 3 – di fare in modo che il paziente, soprattutto i soggetti fragili, possa rimanere nel proprio ambito familiare, usufruendo ugualmente dell’assistenza di cui ha bisogno.

In un momento come quello attuale in cui la Regione Sardegna ha un disavanzo nella sanità di 400 milioni di euro e per ripianare il quale si sta pensando all’introduzione di nuovi ticket , crediamo che pensare e attuare queste nuove attività e opportunità di sviluppo in seno al San Giovanni Battista di Ploaghe, arrecherebbe non solo sollievo e risposte ai bisogni dei pazienti altrimenti trasferibili nel Continente, ma anche alle casse della nostra regione.

La segreteria territoriale del Nursing Up, come a più riprese ha dimostrato, si pone come serio e rispettoso interlocutore, a cura e favore dei pazienti, nel rispetto degli interessi dei lavoratori, come da prerogativa sindacale, nel trovare una giusta e seria collocazione della struttura e di tutti i suoi lavoratori.

Il segreterio territoriale del Nursing Up
Alessandro Nasone

 

Redazione, 12 Dicembre 2015