Diabete, Tedde: “Sardegna maglia nera per farmaci e terapie”

Il consigliere regionale di Forza Italia commenta  la denuncia del Presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), fatta ieri durante i lavori del 27° Congresso nazionale della Società scientifica: "Pigliaru e Arru battano un colpo"

“E’ inaccettabile che la Sardegna con oltre centomila ammalati indossi la maglia nera fra le regioni italiane  per l’accesso a terapie e  farmaci innovativi contro il diabete.” Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ritorna sul tema e così commenta  la denuncia  del Presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), fatta ieri durante i lavori del 27° Congresso nazionale della Società scientifica. “E’ scandaloso che questa posizione di retroguardia, che vede la Sardegna imporre regole restrittive per la prescrizione dei farmaci di ultima generazione, vada a violare le linee di indirizzo dell’Agenzia italiana del farmaco.   Ed è bizzarro che l’utilizzo dei farmaci di nuova generazione vengano vietati da una  Commissione del Prontuario Terapeutico Regionale (PRT), che non presenta al suo interno specialisti in diabetologia e che non può esprimersi in questa materia”. Tedde ricorda ancora una volta che questa attività secondo il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale competono solo all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

“Chi ci governa -attacca l’ex sindaco di Alghero- non ha ancora capito che le terapie innovative riducono il numero di  di eventi cardiovascolari e casi di mortalità, in special modo in quel 23% di pazienti con diabete di tipo 2 con problemi cardiaci”. Tedde sottolinea che anche i costi complessivi di gestione della malattia si ridurrebbero in quanto un paziente diabetico ospedalizzato per complicanze costa circa 7.500 euro all’anno, mentre un trattamento nel pari periodo con farmaci di ultima generazione costa intorno ai 900-1000 euro. “Solo 1/4 dei costi per contrastare il diabete incide su visite e farmaci, mentre 3/4 derivano da complicanze e ricoveri- ribadisce ancora una volta Tedde-. Ma la Società Italiana di Diabetologia va oltre,  e ricorda che in Sardegna non è ancora riconosciuta   la rimborsabilità dei dispositivi medici per il monitoraggio continuo della glicemia, molto meno invasivi rispetto ai metodi tradizionali, ai diabetici di tipo 2, che fanno ben 4 dosi di insulina al giorno e sono quindi costretti a ‘bucarsi’ ripetutamente i polpastrelli per monitorare la glicemia”.

Tedde evidenzia che questo accade nonostante a metà dello scorso mese di aprile la Consulta regionale della Diabetologia, convocata d’urgenza a seguito delle forti pressioni del Consigliere regionale, abbia dato parere favorevole  al rilascio gratuito del dispositivo per il monitoraggio della glicemia. “Non si comprende quali siano ancora gli ostacoli -dichiara  il consigliere regionale-.  Continueremo a tenere il fiato sul collo di Pigliaru e Arru, e siamo fiduciosi che gli faremo comprendere che  queste falle sanitarie della Sardegna provocano risparmi nell’immediato,  ma fanno crescere le ospedalizzazioni per complicanze croniche della malattia e provocano conseguenze sanitarie pesanti e costi sociali elevatissimi” chiude Tedde.

17 maggio 2018