Cassazione: “I siti web sono responsabili dei commenti degli utenti”

Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, che per la prima volta reputa i gestori dei siti web responsabili dei commenti anche se arrivano da utenti anonimi e vengono lasciati su un sito non professionale.

donna al pc

Chi amministra un portale di qualsiasi genere su Internet è responsabile dei commenti lasciati dai lettori. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, che per la prima volta reputa i gestori dei siti web responsabili dei commenti anche se arrivano da utenti anonimi e vengono lasciati su un sito non professionale. La decisione è arrivata in merito ad uno scontro legale tra Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, e il sito Aziendacalcio.it, sul quale era stato pubblicato un commento che definiva Tavecchio un “emerito farabutto” e un “pregiudicato doc”.

Per l’inserimento di questo commento il portale era stato inizialmente oscurato ed era stato avviato un iter giudiziario che aveva portato ad una assoluzione in primo grado. I gestori erano però poi stati condannati in secondo grado, decisione ora confermata con l’accusa di concorso in diffamazione. Una scelta sostenuta dal fatto che secondo la Cassazione l’imputato sapeva dell’esistenza del commento – l’autore avrebbe inviato il certificato penale di Tavecchio per email -, elemento invece contestato dal gestore, che afferma di aver visto il commento solo quando la polizia ha sequestrato il suo sito.

La decisione della Cassazione apre però uno scenario incerto secondo gli esperti. Ora i gestori dei siti web si troveranno davanti a diverse scelte: rischiare una condanna, censurare i commenti a priori o eliminare la possibilità di inserirli da parte degli utenti. Una decisione che stupisce anche a causa dei continui cambiamenti nella gestione giuridica di questi elementi: nel 2014 un altro sito web era stato condannato per un commento, mentre lo scorso novembre il fondatore di un sito sotto accusa per i commenti degli utenti era stato assolto. L’intervento della Cassazione contribuisce a rendere ancora più difficile l’attuale panorama, anche perché non specifica se questa decisione coinvolge anche i social network. Di sicuro, però, tutti i gestori di siti web, amatoriali e non, dovranno stare sempre più attenti.

Tratto da www.fanpage.it ©

Marco Paretti, 5 gennaio 2017